Petrolio, storico accordo all’Opec+ sul taglio della produzione

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Storico accordo all’Opec+ per tagliare la produzione di petrolio e mettere fine alla guerra dei prezzi. L’impegno, riporta l’agenzia Bloomberg, è tagliare la produzione di 9,7 milioni di barili al giorno, meno dei 10 milioni inizialmente previsti ma in ogni caso la riduzione maggiore di sempre. Una mossa necessaria visto che le quotazioni del greggio, già in calo per l’eccessiva capacità, sono state affondate dall’emergenza coronavirus, che ha ridotto la domanda di un terzo (GLI AGGIORNAMENTI – LO SPECIALE –  GRAFICHE CON I NUMERI DEI CONTAGI). Intanto, grazie all’intesa, vola il petrolio Wti con le quotazioni che salgono del 9% arrivando quasi a 25 dollari al barile. 

Il nodo del Messico

L’accordo è arrivato dopo una settimana di trattative serrate e quattro giorni di videoconferenze fra i maggiori Paesi produttori di petrolio al mondo. Gli Stati Uniti, il Brasile e il Canada contribuiranno con un taglio complessivo di 3,7 milioni di barili. Il Messico invece, che ha fatto resistenza rischiando di far saltare la trattativa, ridurrà la sua produzione di 100.000 barili al giorno, molto meno di quanto chiesto all’inizio, e rivaluterà la sua posizione dopo due mesi dall’entrata in vigore dell’intesa (I PAESI CON IL MAGGIOR NUMERO DI CONTAGI – LE TAPPE – L’ALLARME DI OXFAM SULLA POVERTÀ – LE FOTO SIMBOLO – LA MAPPA GLOBALE DEL CONTAGIO).

La mediazione di Trump

All’intesa si è arrivati grazie anche alla mediazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump che, per facilitare un’intesa, ha messo sul piatto la possibilità di conteggiare il taglio della produzione degli Stati Uniti come una riduzione del Messico. Un’ipotesi inizialmente respinta dall’Arabia Saudita che, sotto forte pressione, avrebbe poi accettato l’offerta nella consapevolezza che la mancanza di un accordo avrebbe potuto far crollare ancora di più i prezzi del petrolio. Proprio l’Arabia Saudita, insieme alla Russia, è il Paese chiamato alle riduzioni maggiori. “L’accordo all’Opec+ è fatto e salverà decine di migliaia di posti di lavoro negli Stati Uniti – ha twittato Donald Trump – Voglio ringraziare e congratularmi con il presidente russo Vladimir Putin e il re Salman dell’Arabia Saudita. Ho appena parlato con loro dallo Studio Ovale. È un grande accordo per tutti”.

Borse asiatiche chiudono in calo

All’indomani dell’accordo le Borse asiatiche chiudono in calo. La Borsa di Tokyo conclude con il Nikkei che cede il 2,33% a quota 19.043,40, con una perdita di 455 punti. Anche le Borse cinesi terminano la seduta in rosso, tra le incertezze sulla tenuta dell’accordo sulla produzione di greggio e l’andamento della pandemia del Covid-19, con i contagi in Cina tornati sopra quota 100: l’indice Composite di Shanghai cede lo 0,49% e si porta a 2.783,05 punti, mentre quello di Shenzhen perde lo 0,80%, scivolando a quota 1.707,46. Oggi, in ricorrenza del lunedì santo, sono invece chiuse le Borse di Hong Kong, Australia, Nuova Zelanda e le Borse europee.

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