Coronavirus, FMI: Pil Italia -9,1% quest’anno, +4,8% nel 2021

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Tutto fermo, o quasi, per il lockdown  a causa del coronavirus (IL LIVEBLOG – LO SPECIALE– LE ATTIVITA’ CHE RIAPRONO REGIONE PER REGIONE), e la crescita economica, ovviamente, si blocca. Le nuove stime del Fondo Monetario sono una sentenza che, con ogni probabilità, sarà riscritta in peggio già nei prossimi giorni: solo quando ci sarà una effettiva e robusta riapertura nella maggior parte dei Paesi coinvolti dal coronavirus si potranno avere elementi più solidi per far di conto.

Per l’Italia -9,1% quest’anno, +4,8% nel 2021

Nel frattempo, l’istituto di Washington pubblica una tabella che è una sfilza di segni meno che fa rabbrividire: neanche nella la crisi finanziaria del 2008/09 si era arrivati a simili tracolli. E l’Italia, ancora una volta, si distingue in negativo. Già le previsioni per questo 2020 erano, fino a gennaio, poco incoraggianti, con una crescita asfittica di poco sopra il mezzo punto percentuale, dopo lo stiminzito più 0,3% del 2019. Ora l’FMI vede un crollo del PIL di oltre il 9% per il nostro Paese, a cui dovrebbe seguire, nel 2021 una ripresa nell’ordine del 5%.

Disoccupazione alle stelle: 12,7% in Italia

Di conseguenza, le ricadute sul mondo del lavoro saranno (e in parte già sono) drammatiche. Il tasso di disoccupazione in Italia nel 2020 sale al 12,7%: avevamo chiuso il 2019 al 10%. Il 12,7% dell’Italia si confronta con il 10,4% della  media di Eurolandia quest’anno (e in miglioramento all’8,9% il prossimo). Anche su questo fronte, il nostro Paese è messo peggio dei principali partners europei, tranne la Spagna: per la Francia il Fondo prevede una disoccupazione in aumento dall’8,5% del 2019 al 10,4% sia nel 2020 sia nel 2021. La Spagna vedrà aumentare i disoccupati dal 14,1% dello scorso anno al 20,8% del 2020. In Germania la disoccupazione salirà ma di poco, passando dal 3,2% del 2019 al 3,9% di quest’anno.

“Occorre sostegno pubblico a famiglie e imprese”

“Le ricadute economiche riflettono shock acuti in particolari settori e per questo la politica deve attuare misure di bilancio e monetarie mirate a sostegno di famiglie e imprese. Le risposte di bilancio nei paesi colpiti sono state rapide e consistenti in diverse economie avanzate (come Australia, Francia, Germania, Italia, Giapponese, Spagna, Gran Bretagna e Stati Uniti)” afferma il Fmi, secondo il quale le misure di bilancio dovranno essere rafforzate nel caso lo stop dell’economia sia persistente o la ripresa delle attività troppo lenta. “Una forte cooperazione multilaterale è essenziale per superare gli effetti della pandemia, inclusi aiuti finanziari ai Paesi che hanno limiti di azione e sono presi fra lo shock sanitario e quello di reperire risorse. In alcuni parti dell’Europa l’epidemia è stata severa quanto nella provincia di Hubei in Cina. Anche se è essenziale per contenere il virus, le chiusure e le restrizioni dei movimenti pesano sull’attività economia e avversi effetti sulla fiducia possono ulteriormente pesare sulle prospettive economiche”, mette in evidenza il Fmi.

Pil globale in calo del 3%, peggio che nel 2008/09

A livello di Pil globale, infine, un calo che non vi vedeva dalla depressione degli anni ’30. Una contrazione del pil di circa il 3% quest’anno e una parziale ripresa nel 2021 con una crescita del 5,8% sono lo “scenario di base” del FMI, ipotizzando che la pandemia svanisca nella seconda metà di quest’anno. Se così non fosse, afferma il capo economista Gita Gopinath, la contrazione sarebbe ben peggiore. “Se la pandemia non si dirada nella seconda parte dell’anno” il pil mondiale potrebbe calare “di più: un ulteriore 3% nel 2020 se la pandemia si protrarrà di più quest’anno. Se la pandemia continuasse nel 2021 il pil “potrebbe calare di un ulteriore 8% rispetto al nostro scenario di base”.

“Più cooperazione tra gli Stati”

Infine, dall’istituto di Washington un monito alla cooperazione: “I Paesi devono continuare a spendere generosamente sui loro sistemi sanitari. Mentre l’economia è ferma la politica deve anche assicurarsi che la popolazione sia in grado di centrare i proprio bisogni e le imprese siano in grado di partire una volta che la fase acuta della pandemia è passata – mette in evidenza Gopinath -. Le ampie, tempestive e mirate politiche di bilancio e monetarie già prese sono state ancora di salvezza per le famiglie e le imprese. Questo sostegno deve continuare durante la fase del contenimento per minimizzare le cicatrici che potrebbero emergere dai deboli investimenti e dalle perdite di posti di lavoro. Le risposte politiche nazionali e internazionali devono essere forti, dispiegate rapidamente e ricalibrate con l’emergere dei dati”.

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