Coronavirus, Istat: con lockdown 55% al lavoro in industria e servizi

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Il 55,7% degli addetti dell’industria e dei servizi privati (credito escluso) ha lavorato anche durante il lockdown in Italia per l’emergenza Coronavirus (AGGIORNAMENTISPECIALE – IL CONTAGIO IN ITALIA: GRAFICHE). La stima è dell’Istat, che ha tracciato una mappa delle attività “sospese” e “attive”, senza considerare lo smart working. Secondo l’istituto di statistica in “molte Regioni del Mezzogiorno oltre la metà dei comuni fa registrare una quota di addetti appartenenti ai settori aperti superiore al valore medio nazionale”. Succede in Basilicata, Sicilia e Calabria. Guardando ai comuni, oltre la media anche Genova col 69,6%, Roma col 68,5% e Milano col 67,1% (LE ATTIVITÀ RIAPERTE IL 14 APRILE – FMI: PIL ITALIA -9,1%).

I comuni con più addetti al lavoro

L’Istat ha anche stilato la classifica dei primi 100 comuni per quota di apertura, tendendo conto di quelli con oltre 10 mila abitanti. “Al primo posto – comunica l’istituto di statistica – troviamo Priolo Gargallo della provincia di Siracusa (82,3% di addetti impiegati in settori aperti), segue al secondo posto il comune di Rutigliano in provincia di Bari con il 79,2% di addetti nei settori aperti. Il primo comune del Nord occupa la quinta posizione e si tratta di Somma Lombardo in provincia di Varese (77,2% di addetti). Da sottolineare al terzo posto il Comune di Fiumicino, che grazie alle attività dei trasporti aerei fa registrare una quota di addetti in settori aperti del 78,4%”.

I comuni con più addetti in comparti sospesi

Nella classifica dei 100 comuni in base alla quota di addetti inclusi in comparti sospesi, invece, in testa c’è Valenza in provincia di Alessandria con il 79,2% di addetti. “Nelle prime cinque posizioni tre comuni sono delle Marche, due della provincia di Fermo (Montegranaro al secondo posto con il 79,0% di addetti e Sant’Elpidio a mare con il 77,2%) e uno in provincia di Ancona (Castelfidardo con il 75,4% di addetti in settori sospesi)”, fa notare l’Istat. Ecco che, evidenzia, “per trovare un comune del Mezzogiorno bisogna arrivare alla tredicesima posizione, con il Comune di Atessa della provincia di Chieti (72,3% di addetti che appartengono ai settori sospesi)”.

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