Coronavirus, via libera dall’Ue al decreto legge liquidità imprese

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Via libera al decreto legge imprese che consentirà di attivare interventi in favore del settore produttivo per fare fronte alle conseguenze dell’emergenza coronavirus (GLI AGGIORNAMENTI). La Commissione europea, con due decisioni distinte, ha dato avvio a misure a sostegno dell’economia del valore di circa 200 miliardi e allo schema di garanzie destinato ai lavoratori autonomi e alle piccole e medie imprese (LO SPECIALE – LE TAPPE DELL’EPIDEMIA – LE GRAFICHE CON I DATI ).

Le misure consentiranno garanzia pubblica su nuovi prestiti

La Commissione ha autorizzato i provvedimenti presi dall’Italia per fornire liquidità al sistema produttivo nazionale, alla luce delle deroghe sulle norme che regolano gli aiuti di Stato decise da Bruxelles a marzo e lo scorso 3 aprile. “Le misure dal valore complessivo di circa 200 miliardi consentiranno di offrire la garanzia pubblica su nuovi prestiti o rifinanziamenti alle grandi aziende”, ha detto la commissaria Ue alla concorrenza Margrethe Vestager. Un altro programma di sostegno è rivolto ai lavoratori autonomi e alle pmi e con l’intero pacchetto, Vestager evidenzia che si permetterà “alle società di coprire le loro necessità finanziarie più urgenti per affrontare la difficile situazione” (LA FASE 2 IN ITALIA –  LE ATTIVITÀ CHE APRONO IL 14 APRILE).

“Lavoriamo con gli Stati membri per contenere danni causati da Covid-19”

“Continueremo a lavorare a stretto contatto con gli Stati membri per assicurare che le misure di sostegno nazionali possano contenere gli effetti dei danni causati dal coronavirus”, ha continuato la commissaria Ue. Il primo via libera dell’Unione riguarda la garanzia pubblica che attraverso la Sace sarà offerta sui finanziamenti necessari alle aziende per fare fronte alle conseguenze dell’emergenza. L’altro ok arrivato da Bruxelles si riferisce alle schema messo in piedi per assistere, sempre dal punto di vista finanziario, tutte le imprese che abbiano fino a 499 dipendenti.

Liquidità per limitare i rischi associati alla concessione di prestiti

Nell’ambito del quadro temporaneo, l’Italia aveva notificato un regime di garanzia per nuovi prestiti in conto capitale e di investimento concessi da banche per sostenere le società colpite dall’epidemia di coronavirus. L’aiuto che sarà concesso alle imprese da Sace attraverso istituti finanziari, ha lo scopo di limitare i rischi associati a concedere prestiti a società gravemente colpite dall’impatto economico del coronavirus, aiutare le imprese a coprire il capitale circolante immediato o le esigenze di investimento, al fine di garantire la continuazione delle loro attività. 

Garanzie fornite fino alla fine dell’anno

La Commissione ha riscontrato che la misura è in linea con le condizioni stabilite nel temporaneo. In particolare: l’importo del prestito sottostante per società è limitato a quanto necessario a coprire le sue esigenze di liquidità per il prossimo futuro, le garanzie saranno fornite solo fino alla fine di quest’anno, le garanzie sono limitate a un massimo di sei anni e i premi per le commissioni di garanzia sono in linea con i livelli previsti dal quadro temporaneo. La misura include anche garanzie per garantire che gli aiuti finanziari siano effettivamente incanalati dagli istituti finanziari verso beneficiari bisognosi.

Abi: “Ok Ue è importante”

L’Abi, associazione bancaria italiana, ha commentato positivamente il via libera della Ue al decreto imprese. “È un importante passaggio propedeutico per la piena operatività delle misure previste, soprattutto relative all’art. 1 (garanzia Sace) e art. 13 (Fondo di Garanzia PMI)”, ha affermato l’associazione che con una lettera circolare a tutti gli associati, ha comunicato alle banche la decisione dell’Unione. 

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