Coronavirus, contagiosi 2-3 giorni prima dei sintomi: lo studio

Condividi questa notizia con...
Share on Facebook
Facebook
0Pin on Pinterest
Pinterest
0Tweet about this on Twitter
Twitter

Le persone che sono risultate infette a Covid-19 potrebbero aver cominciato ad emettere particelle del virus Sars-CoV-2, essendo di conseguenza contagiosi, da due a tre giorni prima di manifestare effettivamente i sintomi della malattia. A sostenerlo è una ricerca, pubblicata sulla prestigiosa rivista scientifica “Nature Medicine” ed effettuata da ricercatori dell’Università di Hong Kong.

Le fasi dello studio

In base ai risultati ottenuti dagli esperti, dunque, emergerebbe la stima secondo la quale il 44% dei contagi documentati sia avvenuto da persone pre-sintomatiche, ovvero contagiose ancora prima di manifestare sintomi quali febbre, tosse o difficoltà respiratorie. Le analisi dei ricercatori di Hong Kong sono state effettuate in Cina, più precisamente nel Guangzhou Eighth People’s Hospital e condotte su 94 pazienti nei quali la diagnosi di Covid-19 era stata diagnosticata. Lo step successivo del lavoro di ricerca, poi, ha previsto il confronto dei dati con quelli relativi ad altri 77 casi, recuperati nelle banche dati sia cinesi sia internazionali: l’obiettivo degli specialisti era quello di cercare di calcolare il tempo trascorso tra il contagio e l’insorgenza dei sintomi in ogni paziente.

Dall’incubazione al contagio

Incrociando i risultati, i ricercatori, coordinati da Eric Lau, sono arrivati a sostenere che il cosiddetto periodo di incubazione, in sostanza quel periodo che intercorre proprio tra la comparsa dell’infezione e quella dei sintomi conclamati, sia di poco superiore ai cinque giorni. Inoltre gli esperti hanno sostenuto la tesi secondo la quale il soggetto che contrae il virus comincerebbe ad essere contagioso circa due o tre giorni prima che compaiano effettivamente i sintomi, con l’apice della contagiosità stimato, per la precisione, in 0,7 giorni prima della comparsa dei sintomi stessi. Su quest’ultima specifica, però, gli stessi ricercatori hanno sottolineato un dato di cui tenere conto, ovvero che il momento specifico della comparsa dei sintomi riportato dai pazienti coinvolti nello studio è stato ricostruito solamente sulla base dei ricordi. In virtù dei loro studi, dicono i ricercatori di Hong Kong, le misure di controllo attuate dalle autorità sanitarie dovrebbero essere considerate tenendo contro anche di quella che definiscono una “considerevole trasmissione asintomatica”.

Commenti Facebook
Condividi questa notizia con...
Share on Facebook
Facebook
0Pin on Pinterest
Pinterest
0Tweet about this on Twitter
Twitter