Coronavirus, NewsGuard: ecco come nascono le fake news

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L’aglio può curare la malattia di Covid-19? E dosi massicce di vitamina C possono rappresentare un trattamento efficace contro il nuovo coronavirus? Sono queste solo due delle domande a cui il team di NewsGuard, gruppo di giornalisti che scandaglia la Rete alla ricerca di notizie non vere e che ha deciso di rendere gratuita la propria estensione per browser fino al prossimo primo luglio, ha deciso di rispondere, sgomberando il terreno da alcune delle numerose bufale a tema coronavirus che si sono diffuse sul web nell’ultimo periodo.

La bufala sull’aglio

Il team di NewsGuard, guidato da Giampiero Gramaglia che è stato per 30 anni corrispondente per l’Ansa rivestendone anche la carica di direttore, esegue le sue operazioni di fact-checking segnalando prima la verità a proposito di un tema e poi spiegando come la fake news si sia sviluppata ed estesa a macchia d’olio sulla Rete. Per quanto riguarda il tema dell’aglio, proposto da alcuni come alimento curativo contro Covid-19, un dato certo da cui partire è quello dichiarato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, all’interno di una variegata serie di domande e risposte sul coronavirus. “L’aglio è un alimento sano che può avere alcune proprietà antimicrobiche. Tuttavia, non ci sono prove in relazione all’epidemia del 2020 che il consumo di aglio abbia protetto le persone dal nuovo ceppo di coronavirus”. In sostanza, non c’è alcuna certezza scientifica che questo alimento possa avere proprietà curative, almeno in riferimento al virus Sars-CoV-2. Ma come è nata questa bufala? I giornalisti di Newsguard sono andati a ritroso nel tempo, scoprendo che questa affermazione è comparsa in origine in un post del 31 gennaio 2020 su un account Twitter anonimo, con sede nelle Filippine. Nel tweet, non più disponibile per l’intervento della piattaforma di microblogging stessa che lo ha eliminato dal momento che violava le regole molto restrittive su post definiti “pericolosi, era stata condivisa una ricetta che sosteneva che il virus “può essere curato da una ciotola di acqua all’aglio appena bollito”. Anche un articolo del febbraio 2020 pubblicato sul portale FactCheck.org confermava la natura della fake news.

La fake news sulla vitamina C

Un altro tema chiarito da NewsGuard riguarda la vitamina C e le dosi massicce che rappresenterebbero un trattamento efficace per il Covid-19. La verità è che esiste uno studio clinico in Cina che sta cercando di verificare se l’assunzione di vitamina C ad alte dosi sia efficace contro il nuovo ceppo di coronavirus, ma sostenere che si parli di un trattamento che ha solide basi mediche e scientifiche non è vero. La vitamina C, dicono gli esperti di fact-cheking, ha sì alcuni benefici per il raffreddore comune, come la riduzione della durata dei sintomi, ma questi possono essere raggiunti con una dieta che include 200 milligrammi di vitamina C, secondo l’Harvard Health Publishing. Il dosaggio giornaliero testato nella sperimentazione cinese è 60 volte superiore. La bufala è comparsa per la prima volta in un comunicato stampa dell’International Society for Orthomolecular Medicine, dal titolo “La vitamina C protegge contro il coronavirus” che promuove alti dosaggi di vitamine ed integratori alimentari. Il comunicato era stato poi diffuso anche su HealthImpactNews.com, una rete di siti dedicati alla salute che vanta oltre 450.000 follower su Facebook e che ha permesso così la diffusione della bufala.  

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