Coronavirus, l’illusione della grande fuga da Milano. Ecco i veri numeri degli spostamenti verso sud

Condividi questa notizia con...
Share on Facebook
Facebook
0Pin on Pinterest
Pinterest
0Tweet about this on Twitter
Twitter

SEMBRAVA la grande fuga: immagini di persone che correvano verso l’ultimo treno in partenza la notte del 7 marzo prima della chiusura della Lombardia. Il simbolo della pandemia e non solo per le regioni del nord. In serata la notizia sulle intenzioni del governo aveva spinto a scappare d’improvviso prendendo d’assalto quel convoglio alla Stazione Centrale di Milano. Scopriamo oggi, grazie ai dati della svizzera Teralytics, che la percezione è piena di zone d’ombra. Durante quel sabato ad esempio si diressero al sud in 835 ma la maggior parte di loro usò aereo e macchina, con buona probabilità ben prima che trapelassero i dettagli sul decreto del Governo. Furono “solo” 166 quelli che salirono su un treno contro i 414 che scelsero di volare e i 257 che optarono per l’autostrada. La vera fuga in realtà era già avvenuta. Il 23 febbraio per l’esattezza.

La Teralytics analizza i dati, resi anonimi, di 30 milioni di clienti italiani di alcune aziende telefoniche. Successivamente vengono elaborati espandendoli a tutta la popolazione, usando varie tecniche di machine learning, arrivando ad un’accuratezza del 95 per cento. Un tassello importante per le strategie di aziende coinvolte nel settore dei trasporti fino a ieri, oggi per chi si occupa di studiare la pandemia. La compagnia di Zurigo aveva già misurato per Repubblica la decrescita degli spostamenti durante l’esplodere dell’emergenza sanitaria, ben prima che Google, Facebook e infine Apple offrissero i loro dati sullo stesso fenomeno. Stavolta siamo scesi più nel dettaglio analizzando i movimenti di sola andata dalla zona di Milano alle aree del sud in giornate specifiche.

Commenti Facebook
Condividi questa notizia con...
Share on Facebook
Facebook
0Pin on Pinterest
Pinterest
0Tweet about this on Twitter
Twitter