Francia, stagione del calcio finita causa Coronavirus

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La Francia è la prima nazione guida del calcio europeo ad alzare bandiera bianca e a dichiarare conclusa la stagione causa pandemia. La decisione è stata presa dal Governo che ha scelto la strada del divieto per lo sport professionistico non individuale. Un disco rosso per calcio, rugby e per tutte le altre discipline di squadra. Il dibattito si era acceso dopo che per qualche settimana era sembrato possibile un ritorno in campo per rispettare i paletti imposti dalla Uefa.

Non solo la Serie A: c’è una lunga lista di campionati di calcio in Europa che preparano la ripartenza per cercare di uscire dall’emergenza Coronavirus e limitare danni economici da centinaia di milioni di euro. Sono soprattutto le leghe top del Vecchio Continente e lavorare giorno e notte per rendere possibile il ritorno in campo così da concludere la stagione, utilizzando anche i mesi estivi (come consentito da Uefa e Fifa) e dando un segnale di lento ritorno alla normalità.

La premessa per tutti è che, se si ricomincerà a giocare, sarà a porte chiuse. Sbarrate. Niente pubblico adesso, in estate e nemmeno in autunno quando la speranza è di poter avviare i giochi della prossima annata avendo prima concluso quella sospesa a marzo a causa della pandemia. Ma a dettare l’agenda, oltre all’emergenza sanitaria, sarà anche il tentativo di recuperare alcune centinaia di milioni di euro dei diritti tv evitando il taglio da parte dei broadcaster che difficilmente pagheranno fino all’ultimo centesimo per uno spettacolo che non va in scena da marzo.

LIGUE1

Il Governo francese ha di fatto dichiarato conclusa la stagione del calcio. Troppo rischioso pensare di riprendere, sia per la salute dei calciatori che per l’alto numero di persone comunque mobilitate per le partite anche a porte chiuse. La decisione è che non sia autorizzata la ripresa del campionato prima del mese di agosto e a questo punto è da considerarsi a rischio anche la data pensata per l’avvio della prossima stagione (23 agosto).

PREMIER LEAGUE

Il campionato inglese deve celebrare 92 partite per arrivare all’assegnazione (scontata) del titolo al Liverpool. Nove giornate che i vertici della Premier e la Football Association stanno pensando di concentrare in 5-6 settimane al massimo, non disdegnando se necessario anche giocando in un’unica città (Londra) e in un unico stadio (Wembley). L’idea è far ripartire gli allenamenti il 18 maggio per celebrare il ritorno alla (quasi) normalità nel secondo fine settimana di giugno così da chiudere con l’assegnazione di titolo ed Fa Cup entro il 31 luglio. La prossima stagione ripartirebbe a quel punto tra fine agosto (22) e inizio settembre (12).

BUNDESLIGA

I club tedeschi sono al lavoro già da metà marzo e sono pronti a ripartire. Il 30 aprile è in programma la riunione decisiva con l’obiettivo di rimettere in campo i tornei per il 16 maggio o al più tardi la settimana successiva. Tutto ovviamente a porte chiuse, mettendo così in sicurezza i conti delle società che altrimenti rischiano il default. Uno studio economico ha determinato che sarebbero 13 i club a rischio fallimento tra Bundesliga 1 e Bundesliga 2 qualora la stagione non arrivasse a compimento.

coronavirus covid-19 calcio campionati sospesi ripartenza calendarioL’allenamento del Bayern Monaco nell’era del Coronavirus

Epa

LIGA

Dopo aver litigato su tutto, la Spagna ha trovato un principio di accordo mettendo allo stesso tavolo Governo, federazione e Liga. Il punto di contatto è stata la decisione che il calcio professionistico non si deve fermare, ma che parte delle risorse (2% dei diritti tv) dovrà andare alla salvaguardia delle serie minori e dello sport in generale. L’ipotesi più accreditata è il ritorno agli allenamenti per il 4 maggio dopo screening approfondito. Il via potrebbe essere per il 6 giugno, in tempo per chiudere la stagione entro fine luglio.

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