Chi trova un amico trova un tesoro, e una scusa per uscire di casa

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Non poteva reggere a lungo la pantomima dello sblocco parziale alle visite, autorizzate solo ai ‘congiunti’ ed ‘affetti stabili’, termini che esegeticamente già si prestano ad un’impossibile decriptazione da parte delle Forze dell’Ordine preposte ai controlli.

Su What’sApp sono circolate vignette esilaranti come quella del Poliziotto che, all’automobilista fermo in auto con una ‘signorina’ verosimilmente raccolta sul ciglio, gli chiede se le voglia veramente bene, così da valutare il grado di stabilità del legame.

E mentre tutti attendono con trepidazione le FAQ, ossia i chiarimenti sul sito governativo, pop-corn e bibita alla mano, il viceministro alla salute Pierpaolo Sileri intervenendo a ” Un giorno da pecora” su Radio 2 si è così espresso “Anche un’amicizia è un affetto stabile, a volte è migliore di un familiare”

E ora?

Il viceministro 5 stelle ha pure precisato in modo ancora più sorprendente ” Se io incontrassi un amico caro ora, dopo tre mesi, lo abbraccerei e ci scapperebbe pure una lacrimuccia…”. Alziamo le braccia in segno di resa.

Chi stabilisce se uno è amico vero da abbraccio e lacrimuccia, amico normale, amichetto? Rintuzzato dal giornalista è lo stesso viceministro a chiarire la portata della sua sortita: Impossibile, ma serve il buonsenso, siamo ancora in un periodo di transizione e servono le regole per far capire che non è un liberi tutti”.

E no, così lo è eccome.

Signor viceministro, Signor Presidente del Consiglio, vi rendete conto che la bandiera alle vostre spalle consta di tre bande colorate bianche rosse e verdi e rappresenta uno dei popoli più meravigliosamente fantasiosi al mondo, capace di trovare un motivo per ridere anche nelle tragedie ed una scappatoia anche nel labirinto di Cnosso?

Questo è lo ‘start’ e voi avete premuto il grilletto.

E’ stato scritto che le persone a cui non viene data la libertà finiscono sempre per prendersela da sole e con questa mossa il pranzo è servito. In Italia poi è un banchetto nuziale.

Le alternative erano due e due soltanto: o proseguire un rigoroso lockdown alla ‘cinese’, o aprire tutto e richiamare tutti all’autoresponsabilità, un po’ come in Svezia, affidando il Paese ai Santi ed alla divina protezione.

Le vie di mezzo servono a poco: non si può essere incinta a metà.

Acconsentire le visite indistinte (perché ormai così è) prescrivendo il divieto di assembramento è come porgere un bicchiere d’acqua ad un assetato e chiedergli di berne solo mezzo sorso.

E’ ovvio che dal 4 maggio solo la coscienza di ciascuno diventerà il vero DPCM, la guida che indirizzerà le azioni concrete degli italiani che già ora stanno scrivendo sui taccuini la lista di nomi di fidanzate/fidanzati veri o presunti ed amici ‘veri’, o presunti tali, da andare a trovare.

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